Le Alpi Apuane, una catena montuosa di 60 km di lunghezza e 25 di larghezza, sono considerate un vero paradiso per gli amanti del trekking, con i loro reticolato di oltre cento sentieri, vie d’arrampicata e strade ferrate, tra cui quella del monte Procinto che, aperta nel 1893 è la più antica d’Italia; le numerose grotte e cavità carsiche le rendono molto interessanti anche per gli appassionati di speleologia e il fatto di ospitare, tra la flora e la fauna, circa il 50% della biodiversità dell’intera Toscana, compresi alcuni endemismi e specie rare ne fanno meta ambita anche per i naturalisti; inoltre le altezze che toccano, la vetta più alta è quella del Pisanino che arriva a 1946 metri, combinate con la loro vicinanza mare regalano panorami mozzafiato.
Dal 1985, grazie ad una legge di iniziativa popolare, è stato inoltre istituito il Parco Regionale delle Alpi Apuane, con finalità di tutela ambientale e paesaggistica, ma il Parco è al centro di un acceso dibattito tra ambientalisti, industriali del lapideo, amministrazioni comunali e Regione a causa della progressiva riduzione dell’area di tutela ambientale che è passata dagli iniziali 500 km² ai 200 km² attuali per favorire l’escavazione del marmo.
Al di là dell’area Parco il problema dell’impatto significativo delle cave sul paesaggio e sull’ambiente riguarda molte zone della catena, in modo particolare nelle valli carraresi, per cui può capitare che un sentiero si trovi a costeggiare un piazzale di cava, passaggi comunque suggestivi e carichi di significati circa l’impatto umano sulla natura, o che venga addirittura interrotto dall’attività marmifera.
Ciò detto la quantità e la varietà di percorsi percorribili, di prati su cui stendersi e giocare e di boschi freschissimi d’estate rende le Apuane accessibili ed estremamente piacevoli ad ogni livello di passione per la montagna e permettono di passare anche più giorni in altura scoprendo sempre vette e tracciati nuovi e sorprendenti.
I rifugi attivi sulle Apuane sono una ventina, ne segnaliamo alcuni nella provincia di Massa Carrara.
Il rifugio Carrara, nell’omonimo comune, si trova a 1.320 metri di altitudine in località Campocecina ed è di proprietà della sezione di Cittadina del CAI. Aperto continuativamente da giugono a settembre, nel restante periodo dell’anno è aperto nei weekend e nei festivi. Dispone di 36 posti letto e di un ristorante che prepara anche merende e panini per chi vuole rifornirsi prima di iniziare o riprendere il cammino.
Dal rifugio Carrara si raggiungono in pochi minuti i prati di Cempocecina, luogo ideale per chi vuole godere un po’ di relax in altura ma anche snodo importante per la sentieristica della provincia. Da qui la scelta è ampia, compresa la possibilità di salire in vetta al monte Sagro (1749m) o al più facile Borla (1469).
Da qui, in circa 4 ore di cammino si può raggiungere la Capanna Garnerone, un bel prefabbricato di legno ristrutturato nel 2014 nei pressi del paese di Vinca, nel comune di Fivizzano, vicino alla Fonte della Vacchereccia. All’interno della capanna è possibile pernottare, sono disponibili 18 posti letto, e cucinare. Per potervi accedere è necessario fare domanda delle chiavi alla sezione CAI di Carrara che lo gestisce. La Capanna Garnerone è un ottimo punto d’appoggio per ascese ai monti Grondilice (1807), Garnerone (1745) e Pizzo d’Uccello (1781), oltre che per numerose traversate.
A Pian della Fioba, nel comune di Massa, a 900 metri d’altezza c’è il Rifugio Città di Massa, aperto nel 1966 e di proprietà della sezione CAI di Massa, con ristorante e 25 postiletto. Da qui partono molti sentieri per chi ama le escursioni e tracciati per mountain bike, è a breve distanza dalle rinomate pareti rocciose del Monte Altissimo, con vie d’arrampicata particolarmente apprezzate. La posizione del rifugio permette anche di visitare il borgo storico di Antona e di godere un bagno nelle fredde piscine naturali del fiume Frigido. Il Rifugio ‘Città di Massa’, di cui puoi scaricare la Brochure ‘Rifugio Città Di Massa’ , è aperto tutto l’anno: dal 15 giugno al 15 settembre in forma continuativa; nel restante periodo dell’anno, nel fine settimana. A cinque minuti dal rifugio si trova l’Orto Botanico Pietro Pellegrini, un giardino alpino in cui è possibile partecipare a tour guidati alla scoperta delle molte specie vegetali che si trovano al suo interno, tra le più significative e più rare delle Apuane.
Sempre nel comune di Massa, in località Campaniletti si trova il Rifugio Nello Conti, ad un’altitudine di 1442 metri. Anche questo rifugio è di proprietà della sezione CAI comunale ed è stato costruito interamente a mano, in otto anni da soci CAI e abitanti dei vicini paesi di Resceto, Forno e Casette a titolo gratuito e volontario; ha a disposizione 24 posti letto e si può mangiare su prenotazione. Aperto in forma continuativa dal 15 maggio al 15 settembre, nel restante periodo dell’anno è aperto nel fine settimana. E’ situato in una posizione decisamente strategica per chi desidera attraversare la Via Vandelli e salire in vetta ai monti Tambura (1890), Pisanino (1946), Sella (1739), Cavallo (1895), Alto di Sella (1723), Contrario (1789). È inoltre tappa del Sentiero Italia (un percorso CAI che attraversa tutta la penisola).
Il bivacco Aronte, poco distante dal passo della Focolaccia, tra i monti Tambura e Cavallo, nel comune di Massa, è stato inaugurato nel 1902 ed è il primo rifugio costruito sulle Apuane. Negli ultimi anni questo edificio è diventato un simbolo delle lotte ambientaliste per la salvaguardia delle Apuane perché negli anni tra il 2019 e il 2021, si si era aperta la possibilità che l’attività della cava di Piastramarina, che negli anni ha abbassato notevolmente il livello del passo, potesse rendere necessario abbatterlo. Grazie ad un’intensa mobilitazione nel 2021 il Ministero della Cultura lo ha riconosciuto come “bene di interesse storico ed artistico” decretandone la salvezza. È aperto nei mesi invernali alvato. Nel 1920, il fisico Enrico Fermi ha soggiornato in questo bivacco. È gestito dal CAI Massa, ed ha 8 cuccette.