MONTIGNOSO
Si estende dal mare del Cinquale al Monte Pasquilio: un territorio dalla doppia anima che ha sedotto poeti e pittori
CAPITOLO #1
LA CITTADINA SENZA UN CENTRO
MINO MACCARI TRA I PARTIGIANI SULLA LINEA GOTICA DELLE APUANE
IL MIRACOLO DELLA CERVA CHE HA SEGNATO IL CONFINE
Da sempre ogni paese si racconta anche attraverso leggende e tradizioni. Montignoso ne ha una ricca collezione. La novella più raccontata è quella ‘della cervia’ che per scappare a un cacciatore saltò, grazie alla Madonna, fin al di là dell’Aurelia. Un salto che ovviamente aveva del miracoloso e che segnò il confine storico tra Lucca e Massa.Un rito della tradizione invece, era quello della notte di San Vito quando i giovani del paese ‘rubavano’ qualsiasi cosa i paesani lasciassero incustodita. La refurtiva veniva ammucchiata in piazza del Comune, dove la mattina successiva i derubati potevano recuperarla. Tutto avveniva tra gli sberleffi dei ‘ladri’, schierati in Piazza o sul muro dell’orto del Cardinali. Ma la tradizione più viva è sicuramente quella della Pefana, un rito antichissimo che si svolge la vigilia dell’Epifania. In passato piccoli cortei di giovani coperti con mantelli, cappellacci e maschere percorrevano le vie dei borghi con stridori e campanacci. Bussavano alle porte delle case offrendo dolcetti e altri piccoli doni ai bimbi. In cambio ricevevano bevande calde senza proferire una parola.


